1. Convento dei Frati Cappuccini

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  3. Convento dei Frati Cappuccini

Convento dei Frati Cappuccini

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Era già in questo sito una piccola chiesa antica, col titolo di S. Caterina, la quale era stata membro della chiesa parrocchiale di S. Fiorenzo di Perugia, sin dal tempo che questa apparteneva ai monaci Cisterciensi del Corpo di Cristo."
Chiesa di S. Francesco

"La fabbrica del convento fu fatta tutta a spese di Antonio di Luca berrettaro (che aveva, in breve tempo, guadagnato più di ventiduemila scudi mercanteggiando sulle berrette che portava in Germania) uomo di santa vita e grande elemosiniere, che beneficò anche i conventi di Assisi, di Foligno, di Spoleto e di Panicale...".

"Gli morirono due figli e la moglie nella pestilenza del 1529, e furono sepolti a S. Francesco dei Conventuali, ai cui religiosi lasciò subito, non avendo eredi, due poderi...".

In seguito, "Essendo venuto il P. Bernardino d'Asti, cappuccino, a predicare a Gagliole, vicino a Collepepe, la quaresima del 1538, nel ripassare che fece dopo Pasqua, per Perugia, ove era stato a studio e dove fu ricevuto dal dott. Guglielmo Pontano, fu a caso veduto da Antonio, al quale parve di sentire una voce interna che gli dicesse: 'questo sarà tuo erede e figliuolo'. Accostatosi allora il berrettaio ed assicurato della bontà sua e de' suoi compagni religiosi, offerse loro tutto ciò che possedeva.".

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Fonti

Memorie storiche e amministrative del comune di Corciano.

Convento dei Frati Cappuccini

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La religione del serafico Francesco, è a guisa d'una Pianta felice, che ben radicata nella terra, s'innalza con vari rami al cielo; Così ella piantata da Fra Matteo Baschi nella Marca Anconitana in Camerino l'anno 1525.

Avendo ben fisse le radici sue, mediante la Regola con la quale è retta, cresce a maraviglia setende i rami suoi, due dei quali felicissimi dirsi possono quelli dei Padri Capuccini, che trapiantati in questo nostro terreno Perugino e irrigati dalle copiose acque dell'elemosine di persone pie, producono frutti in grande abbondanza; L'uno ramo è il Convento di detti Padri, posto nel Monte vicino a Perugia, che communemente chiamasi Montemalbe, al quale conviensi la loda dei primi, più antichi luoghi di questa Religione...".

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Fonti

Perugia Augusta

Convento dei Frati Cappuccini

M

onte Malbe, luogo solitario e boschivo ad ovest della città di Perugia, dista circa 10 Km. dal centro storico del capoluogo umbro. Incerta l'etimologia che comunque ne descrive il carattere aspro e submontano. Questo ambiente solitario e boschivo, favorì un fiorire di vita eremitica manifestatasi in principio da una minuscola chiesa dedicata a santa Caterina Vergine e Martire, officiata prima da religiosi comuni, poi dall'Ordine dei Monaci Cistercensi e quindi dai Cappuccini. Il primo nucleo conventuale sorse dall'impegno di padre Bernardino d'Asti, che ebbe dall'Ordine l'incarico di creare alla periferia di Perugia un luogo ove i Frati Cappuccini potessero mettersi al servizio del popolo di Dio.
Le scale per la Croce

Fu così che il 7 maggio 1535 il consiglio dei "Magnifici Domini Priores" perugini (sulla scia di consensi suscitati dal Religioso a seguito delle sue prediche infiammate di amor di Dio) accolse la richiesta dei Cappuccini e li autorizzò ad erigere un convento sul Monte Malbe. I Cappuccini presero la prima dimora in questo convento il 18 ottobre 1535, anche grazie al fattivo contributo del benefattore "Antonio berrettaio" e dedicarono la chiesa a San Giuseppe sposo di Maria Vergine. "L'abitacolo poverello" inserito nel contesto paesaggistico di Monte Malbe fu subito apprezzato sia dal popolo sia dalle autorità civili, nobiliari e religiose, tanto è che anche Papa Paolo III, nel settembre 1542, fu accolto per una visita dalla fraternità.

Dal 1575 l'edificio divenne luogo di noviziato mantenendo la stessa funzione sino al 1966. Perduto e riacquistato nella soppressione degli Ordini religiosi, decretata da Napoleone Bonaparte, il convento, molto bisognoso di restauri, fu ampliato e quasi rinnovato affinché meglio rispondesse alle esigenze dell'accresciuto numero dei religiosi. I lavori di "ricostruzione" ebbero inizio nell'agosto del 1859 e terminarono nell'aprile del 1860. L'opera fu possibile per il generoso contributo di molti benefattori perugini fra i quali il Card. Pecci, Vescovo di Perugia, poi Papa Leone XIII. Durante l'ultima guerra mondiale le sue mura prestarono ricovero a tante famiglie perugine ed offrirono salvezza a molti giovani ricercati dall'esercito tedesco che, durante la sua ritirata, andava a caccia di uomini. Al passaggio del fronte di guerra, nel giugno 1944, il convento fu colpito, tra tetto e finestrone del coro, da una granata che provocò seri danni. La struttura architettonica odierna, tranne il forte ritocco sull'ala che fiancheggia il coro, conserva fedelmente le linee del 1860.

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Fonti

http://www.fraticappucciniassisi.it/conventi/montemalbe.html

La Croce e le grotte
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