Romitorio di Monte Tezio

I

l 13 luglio 1214 il podestà di Perugia, "Domints Bobo Oddonis Bobonis", con il consenso dei consiglieri e di altri cittadini "prudenti e nobili", stabilendo i divieti di alienazione e di diversa destinazione, dona a Salimbene, monaco camaldolese, un terreno in "podium Mortarii positum iuxta montem Teucium in capite Vallis Saracene cum terreno ibi posito desuper via usque ad ripas montis Teuçi, et totum terrenum sicut trahit via que venit de Megiana superiori versus Pruculianum et ab inde in subtus usque ad aliam viam que venit de Proculiano et vadit versus Furcellam et revertitur ad pedem montis ad locum qui dicitur Lavacci iuxta dictam Megianam: terram, silvam arbores, pascuram, aquam, aquimola et totum quod communantia Perusina habet et tenet infra dictos fines"(Poggio Mortaio posto presso Monte Tezio in capo alla Valle Saracena, con la strada sterrata ivi posta al di sopra fino alle sponde del Monte Tezio, e tutto il tratto terreno come tracciato dalla strada che viene da Migiana superiore (o dal castello di Procoio) verso Proculiano e di là in basso verso un'altra strada che viene da Proculiano e che va verso Forcella e ritorna ai piedi del monte nel luogo detto "Lavacci"(?) presso la detta Megiana: terra, bosco, alberi, pascolo, acque, molino ad acqua e tutto ciò che la comunanza Perugina ha e tiene sotto detti confini) per "facere ibi hospitale, monasterium et heremitoria et ad balia celebranda que vobis vestrisque successoribus placuerit pro servitio Dei"(far là un ospedale, un monastero e un eremo, e celebrare le feste che a te ai tuoi successori piacciono per servire Dio)(1)(2)(3). La chiesa costruita da Salimbene sarà chiamata Eremo di S. Maria di Monte Tezio(1)(3); il nome è scelto forse per riconoscenza verso il Comune di Perugia che ha motivato la donazione per "amore Dei omnipotentis et beate Marie semper Virginis et beati Michaelis Archangeli et sancte Trinitatis".

Questo impegno diretto del comune in favorire l'insediamento religioso completa una precedente donazione privata fatta il 14 giugno 1213. Una donazione successiva è fatta da un altro privato e forse un altra ancora dai Consoli di Perugia il 5 ottobre 1214(1)(3).

Nel 1227 Papa Gregorio IX conferma "in episcopatu Perusino [... il] monasterium Salenben. situm in monte Teuzo" alla Congregazione camaldolese(1)(4); il monastero di "S. Mariæ Montis Tetij" è confermato ai camaldolesi anche da Innocenzo IV nel 1252 e nel 1257 "S. Marie de Monte Tetio" è ancora citato nel privilegio di Alessandro IV(2).

Nel 1256 Alessandro IV scrive al Potestà, Capitano e Consiglio di Perugia affinché al priore dell'eremo di Monte Tezio si restituissero alcuni loro beni occupati(5).

Nel 1258 Poggio Mortaio viene ceduto al monastero benedettino femminile di S. Caterina di Perugia; nel documento si legge che "in pertinentiis Teuzi & in curia Montis-neri, videlicet Podium Mortani"(nelle pertinenze del Tezio e nella corte di Montenero, cioè il Poggio di Mortaio) i possedimenti camaldolesi composti da "terras & silvas, arbores, pascua & aquam"(terre e selve, alberi, pascoli ed acque) sono ceduti alle monache del convento di S. Caterina in "perpetuam emphyteusim pro ducentis librabus Pisanorum minutorum [...] conversos fuisse, videlicet in debito, quo dicta ecclesia Camaldulensis tenebatur pro molendinis, olivis & aliis possessionibus, que dictus prior pro dicta ecclesia Camaldulensi emit"(in enfiteusi perpetua per duecento libbre pisane minute (...) da essere convertite, cioè in debiti che la chiesa Camaldolese aveva per mulini, olivi ed altri possedimenti, che il detto priore comprò per la detta chiesa Camaldolese (debito contratto per l'Eremo di Vivo di S. Mustiola di Siena(2))) e di "promisit dare dicto priori Camaldulensi & suis successoribus annualiter in festo Sancti Romualdi unam libram cere & etiam semper in capite viginti novem annorum centum solidos bonorum denariorum Pisanorum minutorum"(promette di dare al detto priore Camaldolense ed ai suoi successori una libbra di cera annualmente nella festa di San Romualdo, e anche sempre, per i primi ventinove anni (dopo i quali il canone dovrà essere ricontrattare(2)), cento solidi di buoni denari pisani minuti)(4). Dai termini del contratto appare evidente che Poggio Mortaio era principalmente usato come tenuta agricola(6) e che la sua cessione era necessaria per pagare i debiti dell'eremo di S. Mustiola in Siena(2). L'assenza in questo contratto del mulino ad acqua che era citato nel 1214, pare descrivere un dato di fatto in quanto questo secondo atto ricalca alcune parti, come questa, del precedente.

Nel 1259 il Comune di Perugia approva la concessione fatta l'anno prima dai camaldolesi alle monache e conferma a loro il possesso(1).

Nel 1379 Perugia cede la comunanza di Monte Tezio alla famiglia assisana "de Nepij" per ripagarla dei benefici da essa ricevuti(5) diventando così una proprietà agricola privata.

I terreni a nord del Romitorio hanno fatto parte dei beni della Tenuta del Colle del Cardinale com'è illustrato in una mappa della tenuta del sec. XIX e classificati come "Predio Romitorio" fino quando non vengono alienati dai proprietari della tenuta negli anni 50/60 del 900(7).

Di recente l'antico eremo è stato ristrutturato e oggi è adibito ad agriturismo.

 

Ricerca e Sintesi

Strade e posti

Fonti

(1) La presenza camaldolese in Umbria nei secoli XII-XIII.

(2) Historiarum Camaldulensium.

(3) Codice diplomatico del Comune di Perugia, periodo consolare e podestarile.

(4) Annales Camaldulenses ordinis Sancti Benedicti.

(5) Belforti-Mariotti.

(6) Quaderni del Monte.

(7) Tenuta Colle del Cardinale.

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